Tiro questo carretto da un tempo che non ricordo nemmeno più.
Inizialmente mi guidava un uomo, era mite e mi ha insegnato la strada senza battermi, senza gridarmi, con mano gentile e voce bassa.
Camminava vicino a me e mi bisbigliava all’orecchio,
insegnandomi dove svoltare, dove fermarmi, dove accelerare.
Così, quando ho imparato, lui ha potuto stare seduto a cassetta, senza frustino, solo tenendo in mano le briglie, ma lasche, più per abitudine che per sicurezza, senza bisogno di gridare, senza bisogno di frustarmi come vedevo fare da altri uomini ad altre bestie.
Mi ha voluto bene, gli ho voluto bene. Ora non c’è più e io la percorro da solo, quella strada, dicono che l’ho imparata a memoria. Ma quell’uomo gentile cammina ancora al mio fianco.